Soluzioni per gli odori

Sei modi per togliere l'odore. Non sono equivalenti.

Un confronto onesto tra le tecnologie di abbattimento degli odori industriali, e le quattro domande da farsi prima di chiedere un preventivo. Compreso il plasma freddo dei sistemi PURA.

Il problema

L'odore è diventato una questione di autorizzazione.

Con l'articolo 272-bis del D.Lgs. 152/2006 le emissioni odorigene sono entrate nelle autorizzazioni. Per il trattamento biologico dei rifiuti le BAT europee indicano in uscita 200–1.000 uoE/Nm³, e diverse regioni fissano 300 uoE/m³ all'uscita dei presidi di abbattimento. Il primo numero da sapere non è quanto abbatte un impianto, ma quanto odore deve uscire dal vostro camino.

La seconda difficoltà è che l'odore non è costante. Cambia con il turno, con il prodotto, con la stagione, e bastano concentrazioni minime di composti solforati perché qualcuno sottovento se ne accorga. Un impianto dimensionato sulla media va in crisi sui picchi.

Le tecnologie

Sei modi di togliere l'odore, e cosa chiedono in cambio.

Funzionano quasi tutti. La differenza sta in quello che vi lasciano da gestire ogni giorno.

Biofiltro

Batteri che mangiano l'odore

Il letto di materiale organico ospita i batteri che degradano le molecole. Funziona bene su portate grandi e carichi costanti, ma è sensibile a umidità e temperatura e dopo le piogge intense può formare vie preferenziali.

Grandi superfici, materiale da mantenere e da sostituire

Scrubber

Lavaggio con acqua e reagenti

L'aria attraversa una torre dove l'acqua, spesso addizionata di reagenti, cattura le molecole solubili. Efficace su composti acidi o basici, meno su molecole poco solubili.

Consumo di acqua e reagenti, reflui da gestire

Carboni attivi

Trattenere, non distruggere

La molecola resta adsorbita sul carbone. Semplice e rapido da installare, ottimo come stadio finale, ma il letto si satura e quello che esce va gestito come rifiuto.

Sostituzioni periodiche e smaltimento del materiale esausto

Ossidazione termica

Bruciare tutto a 700 °C

Il combustore porta l'aria alla temperatura a cui le molecole si decompongono. È la soluzione più drastica, e su carichi di solvente molto alti ha senso.

Metano, CO₂ e investimento elevato

Nebulizzazione e mascheranti

Coprire l'odore

Si nebulizzano prodotti che coprono o neutralizzano l'odore percepito. Costa poco e si installa in fretta, ma la molecola resta nell'aria che esce dal camino.

Prodotto da riacquistare, e il problema resta

Plasma freddo

L'aria diventa il reagente

Una scarica non termica trasforma l'aria in specie reattive, che spezzano la molecola odorigena e la convertono in composti stabili e innocui. Non si trattiene niente, quindi non resta niente da smaltire.

Energia elettrica, e manutenzione rara

Nessuna tecnologia è sempre la migliore.

Le prime quattro spostano il problema: un rifiuto da smaltire, un refluo da trattare, una bolletta del gas, una superficie da mantenere. Il plasma non lo sposta, perché converte la molecola dove scorre.

Come scegliere

Quattro domande, prima di qualsiasi preventivo.

01

Qual è la portata in m³/h? È il numero che dimensiona tutto. Sotto i 1.000 m³/h molte soluzioni vanno bene; sopra i 50.000 il costo di esercizio diventa la voce che decide.

02

Quante unità odorimetriche ci sono in ingresso, e quante ne devono uscire? Da 8.000 uoE/Nm³ a 300 servono due ordini di grandezza: a volte serve più di una tecnologia in serie.

03

Il carico è costante o va a picchi? Un letto biologico soffre i picchi; una tecnologia regolabile li segue.

04

Quanto spazio e quanto fermo impianto potete permettervi? Un biofiltro chiede superficie, un combustore chiede un'opera. Un sistema che si collega alle canalizzazioni esistenti chiede molto meno.

Quando il plasma è la scelta giusta

Dove conviene davvero.

Quando non c'è spazio per un biofiltro, quando il carico va a picchi, quando non volete produrre un secondo rifiuto e quando l'acqua e i reagenti sono un problema. PURA sostituisce combustori termici, carboni attivi e biofiltri con un unico processo, e si collega alle canalizzazioni che avete già.

Per gli odori si usa il sistema indiretto: il reattore resta fuori dal condotto e inietta aria attivata in un solo punto. Per i composti organici volatili si usa il sistema diretto, dove il plasma nasce dentro il condotto e tutto il flusso lo attraversa. Come funziona la chimica è spiegato nella pagina sul plasma freddo.

Un'unità PURA installata all'aperto sotto una tettoia, in un impianto di trattamento acque
Un'unità PURA in un impianto di trattamento acque. Foto nostra.

Domande

Risposte dirette.

Qual è la tecnologia più economica?

Dipende da quanto dura l'impianto. I mascheranti e i carboni attivi costano poco il primo giorno e molto ogni anno. Un combustore costa molto subito e molto in bolletta. Il confronto onesto si fa sui dieci anni, mettendo insieme investimento, energia, materiali di consumo e smaltimenti.

Si possono mettere due tecnologie in serie?

Sì, ed è normale quando il carico in ingresso è molto alto. Un trattamento a monte può togliere la parte grossa del carico e lasciare allo stadio finale un lavoro sostenibile.

Come si misura l'odore?

Con l'olfattometria dinamica secondo la norma UNI EN 13725, che dà il risultato in unità odorimetriche per metro cubo. È il metodo che usano i laboratori e gli enti di controllo, ed è l'unico confronto che vale.

Il plasma funziona su qualsiasi odore?

Funziona sulle molecole ossidabili, che sono la gran parte delle sostanze odorigene industriali, a partire dai composti solforati. Inviateci la portata e cosa dovete trattare: se il plasma non è adatto al vostro caso, ve lo diciamo.

Il passo successivo

Diteci la portata e vi diciamo se funziona.

La portata in m³/h, il settore e cosa dovete trattare bastano per una prima risposta onesta.

Inviateci la portata Abbattimento odori