Quando non basta più
Il biofiltro funziona, finché il processo resta uguale.
Un letto biologico ben gestito abbatte bene e costa poco da alimentare. I problemi arrivano quasi sempre dalle stesse cose, e chi gestisce un impianto le riconosce subito.
L'umidità e la temperatura. I batteri lavorano in una finestra stretta. Se il letto si asciuga o si raffredda, il rendimento scende prima che ve ne accorgiate dai reclami.
Le vie preferenziali. Dopo le piogge intense, o con il materiale che si compatta, l'aria trova la strada più facile e attraversa il letto senza essere trattata.
I picchi di carico. Un letto biologico segue male i cambi di turno e di prodotto: la popolazione batterica non si adatta in mezza giornata.
Lo spazio e il materiale. Occupa superficie che in molti stabilimenti non c'è, e il materiale va rivoltato, integrato e a un certo punto sostituito, con il relativo smaltimento.
Il confronto
Cosa chiede un biofiltro, cosa chiede il plasma.
Biofiltro
- Superficie, spesso centinaia di metri quadri
- Umidità e temperatura da tenere sotto controllo
- Materiale da integrare e sostituire, con smaltimento
- Vie preferenziali dopo le piogge intense
- Risposta lenta ai picchi di carico
PURA, plasma freddo
- Un reattore delle dimensioni di un armadio
- Niente acqua, niente reagenti, nessun letto da tenere vivo
- Nessun materiale di consumo e nessun rifiuto secondario
- Si collega alle canalizzazioni esistenti in un solo punto
- Parametri regolabili, che seguono i picchi
Il confronto con tutte le altre tecnologie, scrubber, carboni attivi e combustori compresi, è nella pagina soluzioni a confronto.
Sostituire o affiancare
Non sempre si butta via quello che c'è.
Quando il biofiltro è ormai sottodimensionato o non c'è più spazio per mantenerlo, il sistema al plasma lo sostituisce: PURA sostituisce combustori termici, carboni attivi e biofiltri con un unico processo.
Ci sono però casi in cui il biofiltro esistente è ancora un buon impianto e il problema è il carico che gli arriva. Lì vale la pena valutare un trattamento a monte, che tolga la parte più pesante del carico e lasci al letto biologico un lavoro sostenibile. Quale delle due strade convenga si decide sui numeri del vostro impianto, non in astratto: inviateci la portata e le unità odorimetriche in ingresso e in uscita, e vi diciamo cosa ha senso.
Domande
Risposte dirette.
Quanto spazio serve rispetto a un biofiltro?
Molto meno. Nel sistema indiretto il reattore è un armadio, con una piccola presa d'aria pulita, e il condotto grande resta il vostro. Non c'è un letto da ospitare.
Dobbiamo fermare la linea per installarlo?
Il sistema è modulare e plug and play. Sul sistema indiretto si aggiunge un solo punto di iniezione al condotto esistente, quindi la linea principale resta com'è. Diteci la disposizione e la finestra di fermo e vi diamo un programma vero.
Il rendimento tiene nel tempo?
Il plasma viene regolato sulla portata e sul carico, e reimpostato quando il processo cambia, invece di restare fissato all'avviamento. Non c'è una popolazione batterica da tenere in vita.
E i consumi?
L'unico consumo è l'energia elettrica, e resta basso perché l'aria non viene mai riscaldata. Non ci sono materiali da acquistare né smaltimenti da pagare.
Il passo successivo
Diteci la portata e vi diciamo se funziona.
La portata in m³/h, le unità odorimetriche e il limite che dovete rispettare bastano per una prima risposta onesta.
Inviateci la portata Abbattimento odori